Ricominciare da capo con tutta la famiglia in un nuovo continente: storie di italiani che hanno osato

Ricominciare da capo con tutta la famiglia in un nuovo continente: storie di italiani che hanno osato

Emigrare in un nuovo Paese non è mai facile, specialmente se lo si fa con tutta la famiglia. Con lo spostamento in un altro paese, si spezza il senso di appartenenza ad una comunità, cambia la concezione del mondo e si producono profondi cambiamenti nelle dinamiche familiari.
Chi emigra, soprattutto nei primi tempi, vive in uno stato di allerta permanente, mentre costruisce una nuova vita, cercando di darle un nuovo senso.

L’emigrazione è, infatti, un processo complesso, che ogni individuo affronta in modo diverso, proprio perché ognuno ha una visione diversa del distacco che questo fenomeno produce. I tratti comuni sono:

  • il senso di nostalgia verso la terra d’origine;
  • le difficoltà che si incontrano nell’apprendimento di una nuova lingua;
  • lo smarrimento iniziale che si prova quando si arriva nel nuovo paese;
  • gli ostacoli e le sfide che si devono affrontare per adattarsi alla vita in un nuovo paese.

Cosa significa emigrare?

Emigrare significa lasciare la propria casa, il proprio paese, con il proposito di stabilirsi in un paese diverso. Ma, sebbene questa definizione sia precisa, essa non tiene conto delle motivazioni che danno inizio a questo processo, né dei processi interni che si verificano o dell’impatto che questo trasferimento ha sull’individuo, sulla sua famiglia e sulla comunità che lo circonda.
Quando si emigra, si perde letteralmente il terreno e si rimane privi di quell’equilibrio che ci si è costruiti nel tempo.

Nelle storie raccontate dagli italiani che hanno lasciato l’Italia per emigrare all’estero, c’è sempre un senso di smarrimento nella trama della storia dei soggetti, ma un forte sentimento di volontà di continuità esistenziale. Nelle loro storie si riflette sul concetto di emigrazione, dell’impatto sull’identità e sui legami familiari.

Un esempio è il caso di una famiglia di Roma, composta dai due genitori e tre bambini, che raccontano come l’emigrare in Australia abbia dato un taglio logico ma arbitrario alla loro vita. Un giorno hanno iniziato a pensare al trasferimento, perché hanno trovato tutte le porte chiuse nel proprio paese d’origine, si sono sentiti in pericolo e hanno avvertito una forte necessità di garantire, a se stessi e ai propri figli, la sopravvivenza.

Raccontano che, quando si parte, si pensa che il bicchiere sia già mezzo pieno. La realtà è che, quando poi si arriva, non si sa cosa aspettarsi.
Ricordano che la scelta di andare a vivere in Australia è stata molto meditata, dopo avere valutato altre possibili soluzioni. I motivi sono stati diversi: la natura, in Australia, è incorrotta, molto spesso intatta, e non contaminata dalla mano dell’uomo. Questo avrebbe consentito loro di vivere a contatto con la natura.

Inoltre, l’Australia è molto attenta nei servizi che offre sia ai bambini, sia ai ragazzi. In particolare, l’istruzione è assai diversa rispetto a quella italiana e diversi sono i servizi che riguardano il tempo libero (i ragazzi sono stimolati a praticare sport).

Inoltre, raccontano che hanno scelto l’Australia dopo aver preso informazioni sugli orari di lavoro. Effettivamente, la giornata lavorativa in Australia può essere gestita flessibilmente e in base alle esigenze dei lavoratori. E loro hanno pensato che questo avrebbe permesso loro di disporre di più tempo per realizzare attività con i loro bambini. In Italia, invece, molto spesso gli orari di lavoro non consentono di avere questo margine di libertà e questo comporta il fatto che, le attività che si possono realizzare in famiglia, possono essere pianificate soltanto la sera o nei weekend.

Garantire un futuro migliore ai figli

Un’altra famiglia pisana, composta da padre, madre e tre figli, hanno raccontato che la decisione di trasferirsi in Australia è stata determinata dalle possibilità che questo luogo può fornire ai loro figli nel futuro.
In Australia, le istituzioni scolastiche danno molta importanza alle nuove tecnologie e sono all’avanguardia ed è possibile scegliere tra numerosissimi corsi, adatti a tutte le esigenze e alle inclinazioni di ogni studente.

Inoltre, la scuola indirizza i giovani nel mondo del lavoro grazie a un’alternanza scuola-lavoro che funziona molto bene. I giovani vengono inseriti in aziende che contribuiscono alla loro formazione.
Anche dopo il percorso scolastico, i giovani non vengono abbandonati a loro stessi, ma è attivo in Australia un sistema di stage, intership e tirocini, che hanno lo scopo di indirizzare l’ex studente e garantirne l’accesso al mondo del lavoro.

E, da quelle parti del mondo, il lavoro non manca. Una famiglia di Napoli, composta dai genitori e un bambino di pochi mesi, racconta di aver deciso di trasferirsi in Australia proprio perché è uno dei paesi al mondo ad avere il tasso più basso di disoccupazione al mondo.
Questo significa che lavora chi è preparato, chi ha i meriti, e non chi ha le conoscenze giuste.

Un altro motivo che li ha spinti a trasferirsi in Australia è la lingua. L’inglese è la lingua dei media e delle nuove tecnologie. Vivere in un paese in cui l’inglese è lingua ufficiale è un grande vantaggio e, quando la si impara da piccoli, la differenza tra chi è madrelingua e chi lo parla come seconda lingua non si percepisce neppure.

Una nuova casa negli Stati Uniti

Laura, una giovane madre, ha lasciato l’Italia insieme al compagno, per trasferirsi in Illinois. Racconta che è rimasta sorpresa dalla rapidità con cui i suoi figli hanno imparato la lingua inglese e fatto amicizia con i loro nuovi compagni di classe. Afferma che questo è dovuto anche al sistema scolastico americano, che offre ai nuovi arrivati ​​un periodo di adattamento incentrato sull’apprendimento della nuova lingua e delle linee guida rispetto agli usi e costumi del Paese.

Lo stesso percorso è stato affrontato da una famiglia campana, che ha deciso di trasferirsi nello Stato di New York. Raccontano che non esiste più l’american dream, ma che l’America è un mondo a parte, ha un sistema politico abbastanza stabile, un’economia solida, che è la più importante del mondo ed è il simbolo della crescita capitalista e offre buone prospettive agli immigrati appena arrivati, soprattutto a chi è ​​ambizioso e pieno di iniziativa.

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