Gambling, dopo l’esplosione adesso cala anche il gioco online

Gambling, dopo l’esplosione adesso cala anche il gioco online

La rivoluzione annunciata si è interrotta o, per lo meno, si è presa una pausa. La scalata al potere e al monopolio nel gambling per quanto riguarda il gioco online ha subito infatti una piccola battuta d’arresto.

Veniamo infatti da mesi in cui il segmento a distanza aveva dominato il panorama del gioco legale e pubblico del nostro paese, rappresentando una vera e propria ancora di salvezza durante i difficili periodi del lockdown e delle chiusure forzate. Un periodo in cui le abitudini degli italiani erano cambiate e sembrano varate definitivamente verso la rete, verso internet. Gli ultimi dati, pubblicati da GamingInsider, testimoniano il contrario. Complice anche il miglioramento della condizione sanitaria, complice poi la fine della validità del Green Pass Rafforzato, che non sarà più necessario a partire dal 30 aprile per accedere alle strutture fisiche, molti giocatori hanno iniziato a tornare nei centri scommesse, nei casinò terrestri.

I DATI DI MARZO

Nel mese di marzo infatti erano stati 155,5 i milioni spesi in Italia dai giocatori sui casinò online che partecipano al circuito di ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. C’è quindi stata una piccola flessione, di due punti percentuali, rispetto allo stesso mese del 2021, quando la spesa fu di 158,7 milioni di euro. La spesa maggiore è quella fatta registrare da Lottomatica, che rappresenta il 13,4% del mercato italiano, davanti a Pokerstars che a marzo 2022 ha avuto una quota di mercato del 9,27%, e Sisal con il il 9,08% delle quote di mercato. Stiamo parlando di operatori che hanno capito che era impossibile seguire solo un segmento, abbandonare totalmente il terrestre per votarsi all’online, oppure investire solo in quello tradizionale.

IL PARERE DI SAPAR

Stessa cosa emersa durante il convegno dal titolo “L’evoluzione del gioco e del giocatore: come cambia il mercato online e retail”, organizzato da Sapar, che in una nota ha commentato come “esperti di fama internazionale del gaming si sono confrontati per capire in quale direzione sta andando il mercato di un settore strategico, che movimenta masse notevoli di denaro”. Il succo degli interventi che hanno visto la partecipazione di Maurizio Guerra, direttore Marketing di Microgame, Daniele Tagliarini, managing director di Italy Okto, Gianfranco Scordato, executive director di Religa, e Massimiliano Guarneri, business intelligence e Back Office Senior Manager di Admiral Gaming Network, è stato questo: “Gli operatori dovranno abituarsi ad affiancare esperienze diverse e apparentemente lontane tra loro”.

Senza l’online non esiste il terrestre e viceversa. Perché il gambling è sempre di più a due gambe. Ognuna delle quali di fondamentale importanza.

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