Come sono cambiate le relazioni sociali con la pandemia

Come sono cambiate le relazioni sociali con la pandemia

Il mondo è totalmente cambiato. La pandemia ha dato il colpo decisivo a delle rivoluzioni che, probabilmente, covavano già da anni. Anche se non erano mai esplose del tutto. Mettere il mondo in ‘stand-by’ per, mese più mese meno, un paio di anni ha fatto sì che quelle tendenze diventassero ormai certezza.

A partire dalle relazioni sociali. Completamente diverse rispetto a qualche tempo fa. A partire dai saluti.

C’è sempre la titubanza su come salutare

Alzi la mano chi non ha avuto, nemmeno una volta, la titubanza su come salutare un amico. Soprattutto, magari, subito dopo i periodi di chiusura e i vari lockdown che si sono succeduti. C’è chi ha mantenuto le proprie abitudini, provando ad abbracciare e a mantenere un contatto diretto comunque, ma, almeno in una occasione, è stato sicuramente ‘fermato’.

Chi, invece, non saluta più con la stretta di mano ma con il classico pugno o con il ‘ciao’ detto un po’ distanza. Chi non vuole togliersi la mascherina neppure all’aperto. Insomma, nessuno sa più come salutarsi con certezza.

E, questo, influenza anche le relazioni sociali.

Aumentano le conoscenze online

La conseguenza più ovvia di tutto questo è il fatto che aumentano sensibilmente le conoscenze on line. Certo, può sembrare un paradosso che non ci si saluta con l’amico che si conosce da una vita per paura del Covid-19 e, poi, ci si possa incontrare con delle persone conosciute del web.

Però, se per mesi internet è stato l’unico strumento per avere un po’ di socialità, scatta anche il fatto che ci si fa l’abitudine e diventa per certi versi più semplice conoscere persone sul web.

In alcuni casi non ci si deve mettere la faccia, ci si può esporre e, a tratti, si resta anche impuniti. Inoltre, a ciò fa da contraltare il movimento femminista e il contrasto al fenomeno del catcalling che, seppur inconsciamente, possono limitare eventuali conoscenze dal vivo.

Altro che passaparola off line: tra social e forum, la soluzione è in rete

Se un tempo bastava chiedere all’amico oppure a una persona di un certo grado sociale per saperne di più su un argomento, adesso non è più così. L’offline ha lasciato definitivamente il passo all’online, con i suoi annessi e connessi.

Basta fare una semplice ricerca su Google per scoprire le opinioni degli utenti su tutto lo scibile umano. Si va dalle conoscenze mediche – rischiando, ovviamente, che a scrivere un parere non sia un dottore – ai siti che lasciano libero scambio di opinioni alle persone, come i forum casinò online o sulla propria squadra del cuore.

C’è di più: tante volte, ciò che viene scritto nei forum viene molte spacciato per vero – o, all’opposto, si verifica – diventando poi una vera e propria notizia giornalistica. Non si sono certamente dimenticati i social, in particolare Facebook, il social più propenso a chi ama scrivere le proprie opinioni su ciò che accade nel mondo.

Tanto è vero che spesso si dice che il social di Mark Zuckerberg sia la piattaforma politica per definizione. Non è certamente un caso che i maggiori dibattiti di attualità vengono da lì. Instagram è, invece, il social per le fotografie e spesso viene usato per rimorchiare. Una sorta di Tinder 2.0. Del resto, ci vuole un attimo per scovare qualche ragazza o ragazzo su Instagram che si reputa interessante. TikTok, invece, è un social un po’ diverso, destinati in particolare agli Under 20 in cui alcuni temi vengono proprio banditi.

Tanta gente? Adesso è un problema

Quando si andava in un pub, in un locale, in un lounge bar, oltre alla bellezza del posto e alla qualità dei drink (nonché del cibo) si vedeva anche quanta gente c’era. Il ragionamento era molto semplice: a meno che non era qualcosa di eccessivo, più persone erano presenti e più entravano.

Perché maggiore era la possibilità di poter fare delle conoscenze. Adesso, però, è tutto capovolto. La paura di poter essere contagiati – e, quindi, con il rischio di farsi una quarantena chiusi in casa – mette molte persone sull’allerta.

Soprattutto perché nei locali dove si mangia e si beve praticamente la mascherina è assente. Ma non perché non ci sia senso civico in tal senso ma perché semplicemente non si può bere né mangiare con la mascherina.

Quindi, se dovesse esserci in un locale pieno di gente qualcuno positivo, il rischio di un contagio a catena è molto alto. Oggi, quindi, il ragionamento è praticamente al contrario. Ovviamente, non è che il bar deve essere totalmente vuoto però nemmeno pieno fino all’orlo. Insomma, la giusta misura.

E la distanza dalle folle oceaniche stanno mettendo in ginocchio un altro settore che fatica a riprendersi seriamente. Quello delle discoteche.

Le discoteche hanno un problema di gestione

Ed è proprio con le discoteche che chiudiamo questo approfondimento. A essere sinceri, sono state praticamente le ultime attività ad essere aperte totalmente, al netto delle riaperture a metà o con una soglia rispetto alla capienza che era di poco sopra la metà, e sono quelle che più stanno risentendo di questo nuovo modo di fare relazioni sociali.

In due anni, tanti di loro non sono stati certamente a guardare e hanno preferito intraprendere altre strade più economiche e più all’aria aperta. Basti pensare al boom che sta avendo il trekking e, più in generale, l’escursionismo.

Il fattore economico è comunque preponderante. Una serata in discoteca, tra costo del biglietto e del drink, costa a partire dai 15 euro. E in tempi di crisi non è una cifra irrisoria come si potrebbe pensare. È cambiato il mondo, è cambiata la socialità delle persone.

Anche le discoteche ‘dure e pure’, quindi, dovranno reinventarsi per provare di nuovo ad accattivarsi quel tipo di pubblico che avevano in pugno fino al 2020. Come diceva un vecchio proverbio, chi non si adatta muore.

Poi, bisogna vedere se sarà solo un trend momento oppure i cambiamenti saranno strutturali. Ma, questo, potrà dirlo solo il tempo.

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