Condizionatori e riscaldamento globale, com’è la situazione

Condizionatori e riscaldamento globale, com’è la situazione

Visti i recenti sviluppi del global warming, dopo un’estate che ha alternato burrascose piogge e venti a insostenibili temperatore, i più sensibili si sono posti delle domande sull’aumento del consumo energetico, sicuro fattore di incremento del riscaldamento globale.

Più si consuma, più si affatica il sistema energetico, sperperando risorse e incrementando le emissioni, tanto più peggiora la situazione climatica globale.

Questo però non devo portare a fare una connessione logica diretta tra consumo e riscaldamento.

Prendendo in esame dei semplici climatizzatori, come i condizionatori Hisense, per esempio, molto diffusi in case e piccoli uffici, mito e verità si mescolano nel meandro delle fake news. In molti credono che i condizionatori molto semplicisticamente, immettono nell’ambiente aria calda, aumentando il global warming. Questa impressione è stata in parte confutata da uno studio dei ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison, che ha esaminato proprio l’impatto dei condizionatori in estate.

Quello che in realtà evidenzia questo studio non è una conseguenza a senso unico del funzionamento dei condizionatori. Il problema, infatti, risiede piuttosto nel modo in cui viene ricavata l’energia necessaria ad attivare condizionatori e climatizzatori, che è quella dei combustibili fossili.

Un circolo vizioso

Se le ondate di calore aumentano sempre più, sia a livello quantitativo che nell’intensità, ciò comporterà avere una domanda di raffreddamento sempre maggiore: quindi, a ruota un maggior consumo di elettricità.

Finché si fa esclusivo affidamento sulle centrali a carbone, infatti, diventa difficile contenere i danni e diminuire lo sperpero delle risorse, avendo come conseguenza, tra le altre cose, anche delle estati sempre più calde, e quindi un maggior uso dei condizionatori stessi.

Puntare sulle risorse rinnovabili e aumentare il numero di centrale termoelettriche, potrebbe essere la soluzione. Idea che però si scontra con una realtà differente, in cui la maggior parte dei paesi, inclusi quelli più che civilizzati come gli USA, continua ad usare vecchi metodi per dotarsi di energie, senza riflettere sui danni futuri.

Condizionatori: miti, leggende e truffe

Anche in questo campo, fake news e leggende metropolitane spesso si sovrappongono.

Molti propongono soluzioni alternative a risparmio assicurato e nessuno spreco di energia tramite il semplice utilizzo di elementi come cubetti di ghiaccio. Apparecchi che funzionano tramite tecnologie indipendenti, che sfruttano non si sa bene quali leggi fisiche e che fanno la guerra alle cosche di produttori di condizionatori in combutta con i fornitori di energia elettrica.

Una delle più celebri leggende metropolitane al riguardo si chiama Eco cooler e viene dal Bangladesh. Qui un fantomatico inventore sarebbe riuscito a costruire un incredibile ed efficiente condizionatore “fai da te” assemblando residui di bottiglia in plastica. Storia mai verificata e che vaga nel web da tempo senza avere riscontri fisici effettivi di alcuna sorta.

Come funziona un condizionatore

I condizionatori hanno un meccanismo di funzionamento simile a quello dei frigoriferi. Nello split esterno dell’apparecchio si trova il compressore, che serve a comprimere ad alta pressione un gas. Questo gas si riscalda e viene immesso nel condensatore.

Attraverso una serpentina, il gas subisce un processo di depressurizzazione e genera il freddo.

Cosa significa questo? Che nessun tipo di condizionatore fa fuoriuscire dell’ulteriore aria calda, non si verificano quindi emissioni surriscaldate colpevoli di aggravare la temperatura generale.

Non sprecare con un climatizzatore

Come per molte altre cose, non è mai la tecnologia il problema ma il suo cattivo uso.

Scegliere dei condizionatori delle misure adatte per rinfrescare/riscaldare in modo equilibrato l’ambiente è il primo passo per non abusare della tecnologia. Optare per un climatizzatore di classe A, come gli ultimi Hisense, e averne cura nel tempo, effettuando sempre una previdente e attenta pulizia dei filtri, serve sia a evitare che l’apparecchio mal funzioni sia a prevenire danni per la salute di chi ne respira l’aria.

Infine, non continuare a tenere acceso l’apparecchio in modo continuativo o ad una potenza eccessiva – ricordiamo che normalmente la differenza tra esterno ed interno non dovrebbe mai superare i 6/7 gradi – è un ulteriore modo di evitare di sovraccaricare la rete e sprecare risorse.

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