Vittime del sabato sera, le strade sono sempre meno rosse
18 luglio 2012 - 16:20
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ROMA / Ilaria, Matteo, Giovanni. Sono loro le ultime vittime di quella strada che da troppo tempo il venerdì e il sabato sera si tinge di rosso. Ebrezza, droga o distrazione, poco conta. A perdere la vita solo negli ultimi 6 mesi sono stati più di 120 giovani con meno di 30 anni in tutta Italia. La strage di quell’estate che ci invoglia a restare fuori a lungo, a bere una o più birre con gli amici; a fare baldoria in discoteca, perchè tanto il giorno dopo non si va a scuola o all’università (GUARDA LA MANIFESTAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE PER LE VITTIME DELLA STRADA)

Oltre 120 morti, ma più del doppio il numero di feriti. Questo almeno secondo lo studio condotto dal centro Centauro in collaborazione con ASAPS, Associazione amici e sostenitori della polizia stradale. Dati che vedono positività della tragedia di centinai di famiglie: “Poco meno del 60 percento degli incidenti che avvengono nel fine settimana sono riconducibili a quelli che comunemente vengono definite come le stragi del sabato sera – dice al telefono Giordano Biserni, presidente di ASAPS – il numero di incidenti è decisamente diminuito dallo scorso anno e, ancor di più, dagli anni precedenti”. Cambia soprattutto la tipologia di incidente che coinvolge i giovani italiani: se fino al 2010 la causa maggiore di incidente era lo stato di ubriachezza o la positività rilevata all’assunzione di stupefacenti, oggi invece sembra la stanchezza o la distrazione. secondo quanto riporta l’osservatorio infatti solo nel 10 per cento dei casi il conducente è stato scoperto positivo a uno dei due fattori: “Sempre più spesso nei sinistri è coinvolta una sola vettura, che esce di strada senza coinvolgere altri mezzi” si legge nel report.

Nord contro sud, si guida più sicuri nelle regioni meridionali dello stivale. I dati raccolti parlano chiaro: le vittime hanno perso la vita nel 56 per cento dei casi al nord. Poco più del 25 per cento al sud, il resto nel centro Italia. Il triste primato va all’Emilia Romagna che ha rilevato sul suo territorio 27 incidenti su un totale italiano di 104. A seguire Lombardia con 26 e Veneto con 16. Solo 10 dall’inizio dell’anno quelli mortali avvenuti in Sicilia.

Secondo le associazioni delle vittime della strada le numerose campagne di sensibilizzazione promosse dalle amministrazioni comunali son state utili per l’incidenza positiva dei dati: “Ma c’è ancora molto da fare – dice il padre di una vittima a Verona – quando si perde un figlio, un marito o un amico nulla può farti tornare indietro. È una manciata di secondi, ma sono quelli fatali, e non sai quando e non sai con chi possano arrivare”