Ultrà padroni dello stadio a Genova: come è stato possibile?
23 aprile 2012 - 16:16
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GENOVA – La follia dei tifosi del Genoa all’inizio del secondo tempo della partita contro il Siena, valida per la 34esima giornata  della Serie A, costringe l’arbitro a sospendere il match.

I supporters del Genoa “perdono la pazienza”, quando la squadra toscana incassa la quarta rete con Giorgi, che segna dopo la doppietta di Brienza e il gol di Destro, in campo scoppia il putiferio. Petardi e fumogeni dei genovesi obbligano l’arbitro Tagliavento a sospendere la partita, che rimarrà ferma per 45 minuti.

Ci sono tifosi arrampicati sulle recinzioni, altri hanno raggiunto il tunnel che porta i giocatori agli spogliatoi, la situazione è preoccupante. La tensione si fa sempre più alta e non bastano le parole del capitano del Genoa, Marco Rossi e del patron Enrico Preziosi, rivolte ai sostenitori della squdra, per riportare la calma in campo.

Alcuni fra i giocatori spinti dalla pressione dei tifosi, si tolgono la maglia e la consegnano a Rossi, lo scenario riporta la memoria alle vicende che hanno segnato i momenti più bui del calcio italiano. Un gruppo di 60-100 persone incontrollato e incontrollabile, per 45 minuti riesce ad imporre la propria volontà su un match e su un’intera squadra.

Non tutti obbediscono al clima di terrore instaurato dal manipolo di hooligans in campo, Marco Sculli si rifiuta di togliere la maglia e di consegnarla al capitano. Sono attimi interminabili. Finalmente la situazione rientra nella normalità e le squadre riprendono il gioco, non senza disagi e nervosismo. Giandomenico Mesto ha una crisi di  nervi e scoppia a piangere. Le discussioni proseguono, qualcuno accusa Preziosi di essersi lasciato sfuggire la situazione di mano, incoraggindo alcuni calciatori a levare le maglie, seguendo la follia degli ultras.

La partita ricomincia e i giocatori nervosi alla fine riescono a gestire gli ultimi 37 minuti di gioco, prima del fischio finale il Genoa segna il gol, con l’autorete di Del Grosso. Resta sul tabellino. Come restano le polemiche. In particolare sulla gestione dell’ordine pubblico che non è riuscita ad impedire ad alcune centinaia di persone di bloccare la partita.