Ramadan, festa di fine digiuno: a Milano 1500 ditte per i preparativi
18 agosto 2012 - 22:50
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MILANO – Solo a Milano almeno 1500 ditte sono state coinvolte nei preparativi per la festa di fine Ramadan, la conclusione del mese di digiuno ed astinenza che ogni musulmano secondo l’Islam è tenuto a rispettare, ogni anno. Si tratta di imprese gestite da titolari provenienti da paesi a maggioranza musulmana.

Per l’Islam sono 5 i pilastri della religione, oltre al Ramadan c’è la preghiera, la professione di fede, l’elemosina e il pellegrinaggio alla Mecca. GUARDA IMMAGINI PREGHIERA IN UNA MOSCHEA A PADOVA E ogni buon credente deve osservare gli obblighi prescritti dal Corano, che contiene la parola di Dio rivelata al profeta Maometto.

E’ proprio per ricordare il momento della rivelazione di Dio al profeta, che i fedeli ogni anno, in un periodo diverso perché il calendario islamico è più breve rispetto a quello gregoriano, dall’alba al tramonto si astengono dal mangiare, bere, fumare e dal fare sesso.

Alla fine del Ramadan iniziano i festeggiamenti. Come ci spiega una commerciante di Padova, di origini tunisine, vengono preparati piatti particolari, dolci e carni, i bambini indossano abiti nuovi e le famiglie si riuniscono come per noi accade durante il Natale.

In tutti i giorni che precedono la festa dell’Id al fitr fervono i preparativi e sono sempre più numerose le aziende con titolare proveniente da un paese musulmano, coinvolte in questa occasione. Secondo la Camera di commercio di Milano, producono vestiti, scarpe, pane, dolci, carne, vendono alimentari, frutta e verdura e svolgono servizio di ristorazione e bar.

Tutto per una comunità, quella musulmana che è sempre più numerosa nel nostro Paese. Se a Milano le aziende sono 1500, in tutta la provincia arrivano a 2500 le unità produttive con titolare musulmano.

Sono oltre 11.852 gli imprenditori provenienti da paesi a maggioranza musulmana, presenti a Milano città, 17.649 se si considera anche la provincia. La nazionalità più frequente nel comune e nella provincia di Milano, fra i titolari di ditte, è quella egiziana, seguita dalla marocchina.

Molti arrivano dal Bangladesh, poi dal Senegal, dalla Turchia e dalla Libia. In provincia oltre agli egiziani e i marocchini, che sono la maggioranza, gli altri imprenditori hanno per lo più nazionalità tunisina, senegalese e pakistana.

A Milano le imprese sono concentrate soprattutto in via Padova e in via Pietro Crespi. Molte aziende sono situate a Piazzale Loreto e in viale Monza. Altre si trovano per la maggior parte in via Ortles, via Ravenna, viale Lucania, via D’Agrate, Corso Lodi, via Tracia, via Giacinto, piazzale Selinunte, via Lorenteggio, via Giambellino, via Inganni.

I titolari di azienda, con origini musulmane, ancora non costituiscono la seconda generazione, nella maggior parte dei casi. Ma l’espansione delle attività produttive, i ricongiungimenti e la formazione di nuovi nuclei famigliari, potrebbero far pensare ad un passaggio di padre in figlio delle attività iniziate da extracomunitari. Per coprire spazi vuoti in settori merceologici, abbandonati dagli italiani. Non solo quindi per rispondere ad una domanda di beni straniera, ma anche autoctona.