








BRUXELLES / Mucca di carta ma quote vive. Uno scambio di aggettivi? No. Semplicemente le quote latte, che tornano alla ribalta dopo la decisione presa dalla Commissione europea a margine dell’incontro con il premier Mario Monti e il leghista Umberto Bossi. Svoltosi lo scorso 8 febbraio, il vertice doveva servire a fare luce proprio sull’atteggiamento che il nuovo esecutivo intende adottare sulla questione. Secondo indiscrezioni il governo avrebbe siglato con la Lega Nord, da sempre in prima linea sull’argomento, un accordo finalizzato a studiare una sorta di sanatoria, con tanto di incentivi, sulle multe non pagate da parte degli splafonatori delle quote latte. Nulla di ufficiale al momento, ma le critiche sono già sul tavolo. Marco Carra, deputato per Partito Democratico ha chiesto delucidazioni al ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, spiegando che se le voci dovessero trovare conferma “si tratterebbe di una soluzione profondamente iniqua del tutta irrispettosa dei sacrifici sopportati da chi ha rispettato la legge e pagato le multe. Sarebbe la sconfitta dello Stato e la vittoria di pochi furbetti” conclude Carra.
Ma a placare ogni dichiarazione sul nascere è stata la Commissione europea, che oggi ha aperto ufficialmente nei confronti dell’Italia una procedura di indagine formale sugli aiuti di Stato, invitandola a fornire informazioni in relazione alla proroga di 6 mesi al 30 giugno 2011, del pagamento della rata delle multe sul latte in scadenza al 31 dicembre 2010. L’Italia ora ha un mese per rispondere a Bruxelles, presentando chiarimenti e osservazioni sulla questione. La proroga al 31 dicembre 2010 del pagamento delle multe per gli allevatori che avevano superato i limiti di produzione imposti a livello comunitario era stato inserito nel decreto Milleproroghe approvato il 25 febbraio 2011, a margine di una seduta infuocata e preceduto da un voto di fiducia. Poco dopo l’approvazione, a fine febbraio la Commissione europea aveva inviato al governo italiano una lettera in cui si chiedevano chiarimenti sul rinvio. Lo slittamento del pagamento delle rate sulle quote latte era stato molto criticato da Confagricoltura, che lo definiva come “uno schiaffo ai produttori onesti” e denunciò la “blindatura della fiducia” per far passare con il Milleproroghe un provvedimento “iniquo”. Una seconda richiesta di delucidazioni fu avanzata nell’ottobre 2010 dalla Commissione, che ricevette dieci nutrite documentazioni a riguardo a febbraio 2011. “E’ chiaro che se questi provvedimenti risultassero essere contrari alla legislazione europea – avvertì all’epoca un portavoce del commissario Ue all’agricoltura – prenderemo le misure necessarie”. Ovvero, l’apertura della procedura d’infrazione, puntualmente scattata un anno dopo.














