Piccolo tsunami nel Tirreno: mistero sulle onde anomale di giovedì
15 luglio 2012 - 21:41
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ROMA – Continua il dibattito in rete tra esperti e non su quanto accaduto giovedì mattina nel mar Tirreno. Un “mini tsunami” che per 3 ore ha prodotto onde anomale, riscontrate dalla Sicilia alla Liguria. Non ci sono stati danni e inizialmente la notizia, lanciata sui social network da alcuni testimoni, sembrava in tutto e per tutto una bufala estiva. In realtà così non è. Visto che è giunta la conferma anche dagli esperti, direttamente dall’Ingv.

Uno tsunami è possibile anche nel Tirreno e se ne sono registrati diversi nell’ultimo secolo, in particolare in conseguenza di terremoti come quello disastroso a inizio 900 che devastò Messina. Ma negli ultimi decenni si sono verificati anche altri fenomeni dovuti a fattori diversi da scosse di terremoto. Le conoscenze attuali hanno accertato la possibilità di “meteo-tsunami” dovuti a particolari configurazioni meteorologiche. E l’ipotesi al momento più accreditata è che le onde anomale di giovedì siano state causate proprio dagli effetti di una perturbazione.

Questo è il comunicato dell’Ingv.

“Nella tarda mattinata di giovedì, 12 luglio, sulle coste del Lazio e della Calabria è stata osservata una variazione del livello del mare, durata qualche ora. Tale fenomeno è stato registrato anche dalla rete mareografica italiana gestita da Ispra-Istituto Superiore per la Protezione e la Sicurezza Ambientale che, alla stazione mareografica di Anzio, ha rilevato una variazione totale di livello del mare di circa 20-30 cm.

Secondo i rilievi dell’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si esclude che il fenomeno sia stato provocato da attività sismica o vulcanica nell’area: le cause sono tuttora in corso di approfondimento da parte dei tecnici, ma al momento l’ipotesi più accreditata è legata all’influsso di una perturbazione atmosferica di origine nord-africana.

Sebbene non usuale per le coste tirreniche dell’Italia centro-meridionale, la repentina variazione del livello del mare è fenomeno abbastanza frequente in alcuni tratti delle coste italiane, ad esempio nel canale di Sicilia, dove prende il nome di marrobbio ed è associato a particolari condizioni meteo-climatiche.

È utile ricordare che, seppure in presenza di eventi di limitata entità, è comunque consigliabile nel caso si osservino fenomeni analoghi darne notizia alle Capitanerie di Porto e allontanarsi dalla spiaggia, portandosi verso aree più elevate”.

Il mare tornava indietro mediamente di una ventina di metri per poi scatenare sulla battigia un’onda alta quasi un metro. E’ accaduto più volte nello spazio di 3 ore.

Al momento non c’è certezza sulle cause. Secondo Silvano Meroi, direttore del settore Rischi naturali della Protezione civile, “servirannostudi molto approfonditi da parte dell’Ispra per capire bene quello che è successo. Di certo – ha aggiunto – la stazione mareografica di Anzio ha registrato un moto ondoso anomalo che si è sovrapposto ad uno di marea: complessivamente la variazione del livello del mare è stata di circa cinquanta centimetri, dei quali una trentina sono attribuibili all’anomalia. Ora vorremmo comprendere con esattezza perché si è verificato questo fenomeno”.

Si tratta di un fenomeno che perlomeno in Sicilia non è sconosciuto, tanto da avere un nome locale ben preciso, “marrobbio”. Queste onde vengono riscontrate soprattutto tra Mazara del Vallo e Pozzallo. Un fenomeno visibile anche ad occhio nudo.

Poche ore prima dell’evento, si era verificata una scossa di magnitudo 4 al largo di Napoli. Gli studiosi continuano a mantenere gli occhi puntati sul vulcano sottomarino Marsili, che se eruttasse rischierebbe di causare uno tsunami importante anche nel tirreno: video.

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