Olimpiadi italiane, tutti i colori del podio: nero compreso
8 agosto 2012 - 18:08
segui su facebook

LONDRA /  Come si dice: nel bene e nel male,a proposito di Olimpiadi. Nel bene dunque con la performance di  Josefa Idem che, dall’alto dei suoi 48 anni, straccia tutte le concorrenti della canoa piazzandosi per la finale. Nel male, con la brutta storia del giovane  Schwazer, che si gioca carriera e faccia perché “dopato”. Dunque, le  Olimpiadi che, comunque, qualcosa hanno a che fare  con la moda della quale abitualmente scrivo, e questa volta anche con Londra: sì, perché  nel 1948 i Giochi si svolgevano nella capitale inglese e Rosita Missoni conobbe casualmente  il bell’Ottavio, in gara  da finalista nei 400 metri a ostacoli. L’inizio di un amore, trasformatosi poi in sodalizio professionale.  Ma questa volta dribblo sulla moda, perché  il mio orgoglio patriottico e soprattutto l’ emozione,è legata alla scherma: sport che mi ha sempre coinvolta perché il  duello, protagonista dei famosi film di cappa e spada, ha popolato la mia fantasia giovanile: confesso di essere stata incollata alla tv durante l’esibizione a squadre femminile e maschile. E qui, dando  libera uscita alla fantasia, Valerio Aspromonte,Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Giorgio Avola (griffati Armani) li vedevo come I 4 moschettieri griffati Dumas (padre), cioé Athos, Porthos,D’Artagnan e Aramis. Grandissimi spadaccini, l’avventura come amica, il coraggio nel cuore.  Mi vanto di avere una edizione datata fine Ottocento del famoso libro che ne racconta le gesta, copertina rossa e scritte in oro: giunto a me dalla biblioteca della nonna. E proprio su queste pagine ho scoperto che D’Artagnan fu realmente capitano dei moschettieri di Re Luigi XIV: leggo continuamente tutto quanto coinvolge questa materia appassionante, spesso in edizioni che appartengono al passato remoto e remotissimo:che riesco a trovare su bancarelle ormai sparite. Anche se  in libreria è uscito da poco “Scherma”, assolutamente da non perdere, per sapere proprio tutto su questa affascinante disciplina. Scritto dal giornalista Stefano Alfonsi (Giunti Editore), comprende pagine interessanti, perfino curiose, dalle quali per esempio si apprende che Tom Cruise (eroe di Mission Impossible) folgorato dalla scherma,si è fatto costruire una sala d’armi dentro casa dove gareggia con amici, spesso con David Beckham. Infine, la notizia che vale un quiz: sapete qual’è stata la prima manifestazione sportiva firmata Gazzetta dello Sport? La scherma, nell’agosto del 1896, al Ciclodromo milanese.. Scherma, una passionaccia davvero: così non mi perdo i vecchi film definiti “di cappa e spada” guidati da Zorro versione Tyrone Power, Alain Delon e Antonio Banderas.

Dunque, anche adesso che di anni ne ho “qualcuno” in più, i duelli continuano a coinvolgermi, quindi una pacchia per me queste Olimpiadi. Avrei mai duellato io? No, impossibile: non sono donna d’azione, forse proprio per l’eterno gioco dei contrasti, mi affascinano. Rammento che una volta inventai una grossissima balla per essere invitata ad una cena, dove ci sarebbe stata Valentina Vezzali: una fragile donna fatta d’acciaio e, insieme, tenerissima mamma, perché da poco le era nato il piccolo Pietro.
di Lucia Mari