Nucleare in India: contaminati da radiazioni 42 tecnici
24 luglio 2012 - 22:39
segui su facebook

NEW DELHI -Un bilancio allarmante quello degli incidenti agli impianti nucleari: 42 tecnici sono rimasti contaminati da radiazioni da trizio, nel nord dell’India, a causa dei guasti agli impianti che si sono verificati nel giro di un mese (sopra: immagini della terribile esplosione alla centrale nucleare di Fukushima, a marzo 2011, prima dell’emissione di radioattività nell’atmosfera).

Lo hanno riferito gli stessi vertici della centrale, la Rajasthan Atomic Power Station, che si trova a Rawatbhata. Il primo incidente si è verificato alla fine di giugno, quando 38 lavoratori sono rimasti esposti alle radiazioni, durante i lavori di riparazione di un impianto refrigerante, per un livello pari al limite massimo nel corso di un anno, secondo la testimonianza di uno dei manager dell’impianto.

Altro incidente si è verificato la scorsa settimana, quando 4 operai erano impegnati nella manutenzione di una falla ad una conduttura dell’impianto, costata loro la sovraesposizione ad emissioni radioattive. In questo secondo caso però, ha precisato il responsabile della struttura, i tecnici sono stati contaminati per un equivalente pari al 25% del limite massimo di radiazioni in un anno. VIDEO CENTRALE DI FUKUSHIMA

Pertanto secondo i dirigenti della Rajasthan Atomic Power Station, questi dipendenti non sarebbero in pericolo e possono ritornare al lavoro.

Lo sviluppo economico indiano dipende ancora per la maggior parte dall’energia derivante dal carbone. Solo in piccola parte il paese sta cominciando a sfruttare le fonti atomiche di approvvigionamento energetico, con rischi enormi.

L’intenzione del governo è quella di arrivare in breve ad aumentare gli impianti nucleari presenti nel paese, fino a poterne ricavare almeno 1/4 dell’energia totale. Mentre tutto il mondo, dopo dopo il disastro di Fukushima GUARDA IMMAGINI CENTRALE IN GIAPPONE è alla ricerca di fonti energetiche alternative e sicure, per dismettere le centrali al più presto, paesi che cavalcano l’onda della crescita economica a bassi costi, sono disposti a correre rischi altissimi per produrre a ritmi elevati. Tematiche come l’ambiente, la salute e la sicurezza, non possono trovare spazio, dove la priorità è uscire dal sottosviluppo.