








MILANO / Sarà l’età. Anzi, è senz’altro l’età. Con comprensibile civetteria amo definirmi “ex ragazza” ma gli anni ci sono. Eccome. Sarà per questo che non comprendo certa moda smodata: e, intendiamoci, non quella riservata alla passerella, alla quale mi sono ormai abituata, anche se ritengo che l’importabilità di certi vestiti andrebbe severamente punita. Allora, non sulla passerella ma giù dalla passerella: mi riferisco alle adolescenti d’assalto che incontro abitualmente per la strada, con cuori e cervelli assetati di celebrità fasulla. Per la quale basta esibire il tanto strombazzato lato B, o il fattore C (che non sta certo per cuore). Erotismo omologato da pochi centimetri di stoffa per una gonna giocata al risparmio: quasi eroico, col freddo che fa. E alla faccia del sottozero ho visto una improbabile giovane mamma con bimbetto al seguito, dentro calzoncini che nel Settanta chiamavano hot pants (vedi foto molto “anni ’70). Ho letto, di altre scriteriate, pronte a mostrarsi in spogliarelli-web: per esibizionismo, per racimolare qualche euro. Di cubiste dodicenni ho scritto proprio qui: marinavano la scuola ed avevano la complicità di una discoteca romana, che apriva con lo stesso orario per un pubblico di fedelissimi guardoni.
Allora, sarà l’età: ma non sopporto ciò che,spesso, si vuole contrabbandare come il naturale evolversi dei tempi che continuo a ribadire essere lo specchio della società in degrado, che più in degrado non si può. Viviamo momenti difficili ed anch’io che non capisco niente di economia, mi rendo conto che siamo davvero alla frutta. Metaforicamente parlando, perché alzi la mano chi se la può comperare ogni giorno. Insomma, siamo sommersi da un rassegnato grigiore: ma rassegnato mica tanto, quando scopri che un tronista guadagna più di un ricercatore. O che una ospitata vale molti stipendi: qui le scatole girano veramente e ti rendi conto che il nostro (bel)Paese sopporta soprusi e ingiustizie. Ti rendi conto che volente o nolente sei circondato da personaggi supponenti e che la dignità diventa bene sempre più raro. Ma tu guarda dove sono andata a finire, partendo da un riflessione sulla moda metropolitana, su ragazzine che rischiano di brutto coi tempi che corrono e con la violenza, sempre più padrona del tempo libero. Verrebbe da concludere, per sentirci inseriti, “dacci oggi il nostro trash quotidiano”. Trash del vivere tout court, che poi comprende tutto ciò che ci circonda compreso il vestire. Che poi è, o dovrebbe essere, il biglietto da visita di ciascuno di noi. Insomma, si vive davvero una pericolosa frenesia di erotismo metropolitano? Sì, davvero. E non datemi della bacchettona: sarà l’età.














