Libia,quali mosse militari di Obama per rispondere all’attacco
16 settembre 2012 - 12:20
segui su facebook

WASHINGTON / Dopo l’assalto al consolato di Bengasi, dal punto di vista militare, ci sono molte domande a cui rispondere. In primo luogo come l’intelligence americana abbia potuto trovarsi così impreparata di fronte ad una minaccia così concreta e militarmente organizzata, non impossibile da osservare e prevenire.

In secondo luogo come l’assalto al compound, durato probabilmente 45 minuti, abbia potuto proseguire mentre gli americani si difendevano con la massima determinazione ma con forze inadeguate, senza che nessuno intervenisse dall’esterno per portare aiuto. Basi americane per far decollare aiuti in zona, sia chiaro, non ce ne sono.

E le basi Usa in Italia non erano in questo momento assolutamente preparate ad un intervento di questo genere.

Nulla è sicuro però, neppure che ci sia stata la pianificazione di cui abbiamo parlato, e che questa fosse in effetti ascrivibile ad Al Qaeda, anche se l’ipotesi è credibile.

L’altra serie di domande riguarda la reazione del presidente Obama, che non potrà non esserci e non potrà non fare rumore, se non vorrà perdere le elezioni apparendo come un presidente debole, cosa che gli elettori non perdonerebbero.

In primo luogo, dal punto di vista militare, arrivano 200 marines, che dovranno garantire la sicurezza del personale. Secondariamente le basi che prima non c’erano, devono essere approntate: non a terra, ma in mare. E queste sono innanzitutto luogo due navi da guerra, la USS Laboon (foto) e la USS McFaul . Sono “destroyer”, cacciatorpediniere, armate di missili Tomahawk, possono imbarcare anche un elicottero SeaHawk. Ossia possono colpire con precisione e potenza anche se non sappiamo questo sia tutto il dispiegamento previsto. Si parla dei droni, tipo Predator (GUARDA Video di Predator italiano in Afghanistan), l’ormai sperimentato metodo che gli americani utilizzano per colpire i loro nemici alla frontiera tra Pakistan e Afghanistan. Di sicuro non si parlerà mai di unità speciali dislocate sul terreno libico. Se, e come, non sono notizie da comunicato stampa.  Volendo presumere uno scenario è quello di azioni per colpire abitazioni, basi logistiche e di addestramento di Al Qaeda e altre cellule. Ma il fatto che l’intelligence abbia fallito così clamorosamente con la non-previsione dell’attacco non induce a pensare che al momento gli Stati uniti abbiano una mappatura precisa, per altro complicatissima, del terrorismo e delle milizie ostili in NordAfrica.  Quali saranno le mosse lo si capirà probabilmente in pochissimi giorni