








LONDRA / E’ già rientrato in Italia Fabio Capello, il ct dimissionario della nazionale Inglese di calcio. Un diverbio con la FA, Football Association, e l’improvvisa decisione. “La scelta della fascia di capitano della squadra è di competenza del mister” ha detto Capello durante un’intervista. “Non se scegli John Terry” la replica, di fatto, della Federcalcio inglese. Capello aveva incontrato l’8 febbraio il presidente della FA, David Bernstein, per chiarire la sua posizione riguardo alle polemiche nate sui presunti insulti razzisti che il difensore del Chelsea avrebbe rivolto ad Anton Ferdinand durante il match contro i Queen’s Park Rangerssul. Al tecnico italiano era apparsa affrettata la decisione di degradare Terry prima ancora che la corte di Londra emettesse una sentenza definitiva, e lo ha dichiarato senza mezzi termini durante un’intervista.
La FA non ha gradito e al termine dell’incontro l’annuncio del portavoce: “Le discussioni si sono incentrate sulla decisione del consiglio della FA di togliere la fascia di capitano a John Terry e sulla risposta di Fabio Capello in un’intervista a un’emittente italiana. Dopo un incontro durato più di un’ora, le dimissioni di Capello sono state accettate. Capello lascerà la carica di commissario tecnico con effetto immediato”. Nessun rancore per la Fa, che in conferenza stampa ha anche aggiunto: “Vorrei sottolineare che durante la riunione e in tutto il suo tempo come allenatore dell’Inghilterra, Capello è stato estremamente professionale. Abbiamo accettato le dimissioni di Fabio, concordando che questa è la decisione giusta. Vorremmo ringraziare Fabio per il suo lavoro con la nazionale inglese e gli auguriamo ogni successo per il futuro”. Meno buonista il mister, che da subito ha difeso la sua posizione e la sua scelta: “Mi è stato fatto un grande sgarbo, ledendo la mia autorità. Ciò che mi ha colpito e costretto a prendere questa decisione è stato il fatto che il tanto decantato senso di giustizia degli anglosassoni che sono i primi a predicare che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva è venuto meno. Nel caso di Terry mi hanno fatto uno sgarbo gravissimo ledendo la mia autorità di guida della Nazionale e di fatto creando un grosso problema alla squadra. Da sempre non tollero certi tipi di ingerenze, e quindi mi e’ stato facile contestarla e prendere la decisione di andarmene”.
di Francesca Carrarini














