Ilva Taranto, il Gip ordina lo stop della produzione
12 agosto 2012 - 9:25
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TARANTO – Stop alla produzione. Prima bisogna risanare gli impianti ma senza che siano utilizzati a fini produttivi. L’ordinanza interpretativa delle decisioni del Riesame è arrivata venerdì sera con la firma del Gip Patrizia Todisco. La produzione dunque deve essere fermata. Segno probabilmente anche delle prime indicazioni giunte dai custodi che avrebbero trovato una situazione all’interno degli impianti ancora più compromessa di quanto fosse noto: LA CRONACA

Un’autentica mazzata che piomba sull’Ilva, mentre si attendevano ancora le motivazioni della decisione del Riesame. Alle 15.30 si è riunito in emergenza il consiglio d’amministrazione dell’azienda di proprietà della famiglia Riva.

L’ordinanza interpretativa ha anche escluso Bruno Ferrante dalla gestione dei reparti sequestrati il 26 luglio scorso. Potrà gestire esclusivamente il ramo dello stabilimento non sotto sequestro. Dunque la gestione dell’area a caldo è demandata ai 3 custodi.

L’azienda ha fatto sapere di voler immediatamente impugnare il provvedimento. Nelle prossime ore, il quadro sarà più chiaro, ma è possibile che il Riesame debba tornare a pronunciarsi.

La novità giunge nelle stesse ore in cui il Fatto Quotidiano ha svelato che una parte dei 336 milioni di euro stanziati dal governo per risanare le zone di Taranto devastate dall’inquinamento, per l’esattezza 70 milioni, erano in origine destinati agli investimenti per le energie rinnovabili.

Secondo Bonelli dei verdi, “la scelta di Ilva di impugnare la decisione del Gip è gravissima e dimostra che l’azienda è alla ricerca di una scorciatoia per evitare le prescrizioni della Procura e confermate dal Tribunale del riesame. La più volte manifestata volontà dell’Ilva di collaborare con le istituzioni (a cui noi non abbiamo mai creduto) si è già esaurita? Su questo aspetto il governo dovrebbe riflettere attentamente visto che al comma 8 dell’articolo 1 del decreto su Taranto ha addirittura deciso di mettere a disposizione dei fondi per gli investimenti dell’azienda. Quella di Taranto è un emergenza gravissima: probabilmente il più grave disastro ambientale e sanitario della storia della nostra Repubblica”.

Taranto torna dunque a vivere ore di apprensione. E nei prossimi giorni potrebbero essere nuovamente convocate manifestazioni come quelle della settimana scorsa.