








ROMA / “La miglior difesa è l’attacco” sembra essere il gettonato motto del governo in carica che risponde all’ondata di critiche rincarando la dose. Le dichiarazioni di Monti sulla monotonia del posto fisso non sono state ben accolte dagli italiani, soprattutto dalle giovani generazioni e dai disoccupati. Difficile non vedere foto, ilarità o frecciatine rabbiose sulle bacheche degli utenti di social network e blog. Si susseguono, anche a distanza di diverse settimane. “Una sbagliata interpretazione delle parole di Monti” è stato il primo, timido, tentativo di difesa lanciato dal ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, poche ore dopo le dichiarazioni di Mario Monti alla trasmissione Matrix. Che oggi però dice: “Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”.
Parole che sembrano suggerire una staticità dei giovani, troppo comodi e mammoni per cercare di costruire il loro futuro dove il mercato è più favorevole. Ipotesi azzardata, certamente smentita dai dati raccolti dall’Istat che nell’ultimo rapporto pubblicato parla di oltre 4 milioni di italiani emigrati in cerca di fortuna. I secondi in Europa, poco più indietro della Romania. “Monti ha voluto sdrammatizzare, non è stato fatto per mancanza di rispetto verso nessuno” insiste ancora il ministro Cancellieri, scatenando contro di se molte associazioni di studenti che replicando spiegando che la mancanza di rispetto sta proprio nel voler sdrammatizzare la questione in un momento così difficile per i giovani: “Monti ha dimostrato di non conoscere la realtà del Paese” si legge in un post di Rete della Conoscenza, network promosso da Unione degli studenti.
Un tentativo della Cancellieri che non sortisce l’effetto desiderato. Ma il governo non demorde, e così a dare manforte al ministro degli Interni arriva anche Elsa Fornero, ministro del Lavoro, che coglie l’occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli studi di Torino per spiegare con gli intenti del governo: “”Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni – dice la Fornero, che torna a riferire anche sulle modifiche dell’art.18 – Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare, ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall’azienda di trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione” spiega il ministro. Concludendo la Fornero entra nei dettagli e spiega come si sta muovendo il governo: “Stiamo lavorando per cercare di modificare i contratti, per eliminare la flessibilità cattiva e limitare quelle forme di abuso che ci sono state”. E conclude: “C’è un’altra parte di flessibilità, quella buona, che implica che un’azienda può avere bisogno nel corso della sua attività di un alleggerimento di personale”.
di Francesca Carrarini














