








ROMA / Le vittime della neve e del gelo continuano a salire e l’emergenza, invece di ridursi, sembra farsi ancora più acuta soprattutto a metà settimana. Un inverno come quello di quest’anno non si era mai visto prima e, tra i primi a notarlo, le società di forniture del gas che, nei giorni scorsi, hanno lanciato l’allarme. “I consumi sono i più elevati della storia – ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ha aggiunto – Viviamo quotidianamente con la sala di regia del gas e dell’energia. Ieri abbiamo deciso di passare a livelli di allerta, ma dobbiamo prepararci a gestire richieste di forniture di molto superiori alle previsioni”. Il ministro ha spiegato che sono già stati attivati canali alternativi dall’Africa e da altre parti d’Europa ma che la situazione si è aggravata dopo che alcuni problemi sono stati rilevati con il rigassificatore di Rovigo (GUARDA LA BUFERA DI NEVE DELL’1 FEBBRAIO). L’impianto è fuori uso a causa del mare grosso e nessuna nave potrà avvicinarsi fino a quando le condizioni meteo non permetteranno una sicura navigazione. Il ministro ha proseguito spiegando che “ogni giorno si fa il punto e si decidono le cose da fare. Come è stato ieri sera e sarà oggi. La situazione è sicuramente critica perche’ dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi di gas, ma la situazione è ben monitorata”.
Oggi a Roma si riunirà il Comitato per il monitoraggio dell’emergenza gas, un organo interno al ministero dello Sviluppo Economico, che avrà il compito di fare il punto della situazione in merito ai cali di fornitura di gas dalla Russia. L’organo, di tipo meramente consultivo, si compone di tecnici del ministero e da rappresentanti di Eni e Snam R.G. Da quanto emergerà dal tavolo odierno dipenderanno a breve le decisioni da parte del ministro Passera. Nel comunicato, diffuso domenica dal ministero, si legge che il consumo di gas in tutta Italia si attesta intorno ai 440 milioni di metri cubi e che la Russia, una delle principali fornitrici, ha ridotto di circa 25-30 milioni di metri cubi le forniture di gas in tutta Europa.
Nessun problema, fino a mercoledì quanto è stato assicurato dall’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che ha spiegato che l’emergenza gas potrebbe tradursi, da giovedì, in distacchi per alcune aziende al fine di redistribuire le forniture alle abitazioni dei privati. “Attendiamo un’altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo che comportamento avrà Gazprom giovedì e venerdì. Ci stiamo preparando a momenti ancora difficili. Per questa ragione c’è la riunione domani al ministero dello Sviluppo, per prepararci a un’ulteriore emergenza. Nella peggiore delle ipotesi dovremo intervenire sugli interrompibili” ha avvertito il numero uno di Eni. L’Unione europea, nel frattempo, si è resa disponibile ad intervenire qual’ora la situazione diventasse davvero rischiosa: “La Commissione europea è in contatto con le autorità italiane ed è pronta a valutare misure di aiuto, se si rendessero necessarie” ha spiegato una portavoce di Bruxelles, spiegando che la diminuzione delle forniture non ha interessato solo l’Italia ma anche Romania e Germania.














