Esodati: proteste al Pirellone, tentato lancio di frutta contro Fornero
18 giugno 2012 - 19:07
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MILANO – Sit-in di protesta davanti al Pirellone, in attesa della comparsa del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, davanti alla sede della Regione Lombardia, a Milano. Urla, manifesti e fischi degli esodati, anticipano e accompagnano il suo arrivo (sopra: immagini proteste degli esodati al Pirellone, per l’arrivo del ministro Elsa Fornero).

Un gruppo di giovani piazza cassette di frutta “troppo” matura davanti alla Regione, in attesa del passaggio della Fornero, l’obbiettivo è anche troppo chiaro. Agenti della polizia e forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, rimuovono le prugne pronte ad essere lanciate contro il ministro. Che tra l’altro entra dall’ingresso sul retro, mentre tutti i manifestanti sono in via Filzi, davanti alla porta principale. Il peggio è scongiurato, ma la rabbia dei manifestanti, resta. GUARDA IMMAGINI PROTESTA PIRELLONE MILANO

Oltre 299 mila gli esodati senza requisiti, secondo l’Inps. Poche, quasi nulle le speranze di rientrare nel mercato del lavoro. Nessuno assume più neppure i giovani o i giovanissimi, per via della crisi. Non hanno la possibilità di andare in pensione, per via del mancato raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti dal governo Monti, né di ottenere il reddito mensile, legato al pre-pensionamento, secondo le regole in vigore prima della riforma del ministro Fornero.

E’ vero che non sottoporre le centinaia di migliaia di lavoratori in procinto di andare in pensione o già pre-pensionati alla riforma pensionistica, significherebbe scaricare sulle spalle della collettività, i costi delle pensioni, in mancanza di contributi versati.

Ma le generazioni del dopo boom economico, per anni sono andate in pensione a 60 anni, sopravvivendo a spese dello Stato, senza che nessuno si preoccupasse dell’esistenza di contributi a sufficienza, accantonati durante la vita lavorativa, per potersi permettere di percepire un “vitalizio” fino agli 80-90 anni. Un’anomalia tutta italiana che ha generato squilibri enormi nei conti dello Stato.

E che ora dobbiamo pagare. Ma perché noi? Perché chi era già stato messo in mobilità, in  attesa di andare in pensione? Perché gli esodati? E per quale motivo, mentre il tempo passa e in molti sono rimasti senza stipendio, senza sussidi e senza pensione, il governo non interviene? Perché Fornero non fornisce la cifra esatta di quanti si trovano in questa situazione, senza tutele né garanzie?

Moltissime domande, al momento poche risposte. Il professor Pietro Ichino sul Corriere della Sera dice, “il governo Monti, appena costituito, ha dovuto fare in 2 settimane quello che avrebbero dovuto fare i governi precedenti, nell’arco di 2 decenni”. Ma si può spiegare in questi termini, l’urgenza di portare avanti una riforma, a persone che da mesi non percepiscono alcun reddito?