Decreto Sviluppo, operatori call center rischiano precariato a vita
5 agosto 2012 - 17:46
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ROMA – Soddisfatto il ministro Corrado Passera, per il decreto Sviluppo fatto approvare dal governo, dopo il voto di fiducia al Senato. Nel provvedimento, oltre al credito d’imposta per favorire la ricerca e gli incentivi alle imprese, cui il ministro teneva particolarmente, è contenuta una disposizione sui call center, che si è rivelata una vera e propria sorpresa, per gli operatori, come si legge sul Fatto Quotidiano.

Un emendamento introdotto per questo genere di imprese, potrebbe condannare i collaboratori a rimanere precari a vita.

In caso di “attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzata attraverso call center outbound”, cioè al telefono, l’interesse di chi lavora “è subordinato” alla necessità di chi lo assume. L’esigenza in questo caso è quella di competere con altre aziende senza soccombere alla concorrenza. In sostanza la necessità fondamentale è quella di tagliare i costi, incluso quello del lavoro.

L’emendamento ha trovato tutti d’accordo. Tranne uno. A sorpresa si è alzato mentre erano in corso le audizioni dei capogruppo alla Camera. L’unico ad aver detto no. Giacomo Portas, deputato Pd, che in Piemonte ha fondato un suo movimento: “I moderati”.

Portas è fra i soci di “Contacta”, azienda leader nel settore dei call center, con diverse sedi in Italia e oltre 2000 dipendenti. “Non abbiamo mai fatto co.co.pro in 12 anni e non ne vogliamo fare”.

Proprio per la conoscenza diretta del ramo in questione, Portas è intervenuto. “Così non si contribuisce a fare dei call center una moderna industria dei servizi, puoi fare margine anche rispettando i diritti delle persone, basta puntare sulla formazione e sulla qualità di gente che non è facilmente sostituibile: avere lavoratori preparati ti fa trovare commesse migliori, pagate meglio”, afferma il deputato.

E conclude con una domanda “ai teorici dei salari che devono adattarsi alle dinamiche di mercato: parliamo sempre di crescita e di rilancio dei consumi, ma quanto può consumare uno che guadagna 700 euro al mese?”.