Corpo lasciato un giorno e mezzo a riva tra gli scogli a Linosa: il naufragio negato?
16 settembre 2012 - 1:08
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LINOSA / Alla soglia di mezzogiorno di sabato 15 settembre 2012, in Italia, Unione Europea, il corpo di un naufrago, probabilmente un migrante, giace a riva sballottato dalle onde tra gli scogli in un’insenatura di Linosa. Un giorno e mezzo fa, ossia 36 ore fa, il corpo era già lì, nello stesso stato. Gli abitanti dell’isola sono indignati, pur comprendendo che le condizioni del mare non erano il massimo, ma – dicono – “un elicottero potevano inviarcelo, ma la nostra isola è sempre in fondo alla scala delle priorità”.L’elicottero è infine arrivato, alle 11.57. La foto del corpo abbandonato e l’articolo conseguente (GUARDA) erano stati diffusissimi sul web. Anche perchè quasi tutte le testate parlavano di “corpo recuperato”. Ma la foto ha smentito, inequivocabilmente, le affermazioni diffuse dalla stampa, a parte YouReporterNews. Quella foto è un nostro preciso dovere di informazione, ed una testimonianza giornalistica irrinunciabile.

Proprio 24 ore prima Giusi Nicolini, il sindaco di Lampedusa (che è anche di Linosa, il comune unisce le isole, o “dovrebbe”, dicono spesso gli isolani),  aveva ricevuto un ministro della Tunisia, con belle frasi: “Lampedusa guarda con grande speranza alla Tunisia democratica perche’ si metta fine alle stragi nel mediterraneo. Vorremmo ricevere i vostri giovani per studio o per turismo e non piu’ sui barconi della morte”.  Ma a Linosa, contemporaneamente, il corpo continuava a venire smosso come un rifiuto del mare sulla riva, onda dopo onda. Raramente un contrasto più significativo tra le parole e i fatti.  Ora l’arrivo dell’elicottero con i vigili del fuoco (quasi sempre loro, solo loro, a cavare di impaccio le autorità) e la conclusione della vicenda, almeno per quanto riguarda il recupero. Ora c’è da capire se questo corpo, avvistato in mare il 10 settembre,  è quello di uno dei naufraghi sull’isolotto di Lampione del giorno 7. Con allarme lanciato dai migranti, di varie decine di morti. E ridimensionato molto dalle autorità, una sorta di “naufragio fantasma”. Se il corpo è di uno di loro, sarebbe il terzo. Troppi tre annegati per un “non naufragio”. (A. Cim.)