Carabiniere ucciso in Afghanistan, 2 feriti
25 giugno 2012 - 19:38
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HERAT / Un carabiniere, Manuele Braj, è stato ucciso ed altri due militari sono stati feriti in seguito ad un’esplosione avvenuta nella mattinata ad Adraskan in un campo della polizia afghana, nella zona occidentale dell’Afghanistam sotto il comando italiano. Le truppe italiane sono spesso impegnate in attività di “mentoring”, di addestramento e formazione, oltre che in continua correlazione, con le forze di sicurezza locali in un momento in cui la cosiddetta “transizione” (IN ALTO SOLDATI ITALIANI CON POLIZIA AFGHANA), la cessione di potere tra l’Isaf e il governo di Kabul,  è in pieno sviluppo. I feriti, colpiti agli arti, sono stati trasportati dapprima a Shindand, base a sud del comando di Herat. La vittima è deceduta sul colpo. Illeso il quarto componente della squadra.

La dinamica dell’attentato, in ricostruzione, è quella di un proiettile (razzo da 107 mm) proveniente dall’esterno del perimetro del campo dove i quattro carabinieri in forza al PSTT (Police Speciality Training Team), l’acronimo che indica gli operatori specializzati della formazione, stavano lavorando nei pressi di una postazione difensiva. Un’agenzia locale ha parlato anche di una sparatoria con uno degli afghani che avrebbe fatto fuoco. E poi una nuova versione, da parte della polizia afghana, secondo cui sarebbero invece stati i carabinieri a manipolare un ordigno e a farlo esplodere, mentre  le fonti italiane escludono questa eventualità.

Manuele Braj,  di Galatina (Le), aveva 30 anni ed era in forza al 13° Reggimento Friuli-Venezia Giulia. I feriti, il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (Bergamo) e il carabiniere scelto Emilano Asta, 29, di Alcamo (Trapani) appartengono e alla 2^ Brigata Mobile di Livorno e al 7° Reggimento Trentino-Alto Adige.