Calderoli, stop alla scorta da 900 mila euro: per la maglietta anti-islam
20 agosto 2012 - 18:52
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BERGAMO – Una maglietta anti-Islam costata cara, quella esibita dall’ex ministro della Lega Nord, Roberto Calderoli, durante uno show ad un comizio elettorale, per fare propaganda (sopra: immagini intervista a Roberto Calderoli sui tagli ai costi della politica locale, marzo 2010).

Quella caricatura del profeta Maometto sulla t-shirt di Calderoli, beffardamente mostrata in pubblico, suscitò la reazione immediata delle fazioni estremiste musulmane, tanto che si rese necessario assegnare una scorta per la sicurezza del ministro, ora revocata.

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo, decise nel 2006 di proteggere Calderoli dalle promesse di vendetta degli integralisti islamici, istituendo un presidio fisso per sorvegliare la sua villa sui colli di Mozzo.

Una scorta rimasta a sorvegliare per parecchi mesi sull’incolumità e sicurezza del ministro Calderoli, costata allo Stato quasi un milione di euro.

Oltre agli 8 uomini, fra carabinieri, poliziotti e finanzieri, fissi di guardia davanti a casa sua, Calderoli disponeva di una scorta personale: altri 8 agenti, 4 a Roma e 4 a Bergamo.

Un servizio che ha scatenato le proteste dei sindacati, di polizia Ugl e Siulp, per il costo esorbitante del servizio.

Calderoli ha detto a “L’eco di Bergamo“: “sono tornato un uomo libero”, pur non celando la sua preoccupazione. “E’ una decisione giusta”, ha detto l’ex ministro leghista, “concordata una decina di giorni fa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, nell’ottica di un ridimensionamento generale delle scorte”.