








ROMA / Roma caput modae? Pare di sì, visto che i riflettori sono puntati appunto sulla capitale che fra sfilate e manifestazioni collaterali, invita al lungo footing in calendario da oggi fino al 31 gennaio con le anticipazioni oper l’inverno prossimo venturo. Attenzione, qui si parla di Alta Moda, la bottega artigiana per intenderci: insomma, il modello unico e irripetibile fatto esclusivamente a mano. Con tessuti preziosissimi e ricami acrobatici, autentici virtuosismi d’atelier. Presidente della kermesse è Silvia Venturini Fendi, terza generazione dello storico marchio nato nel 1925; ma guardiamo ancora più indietro: per esempio alla mostra organizzata al Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps ,assolutamente da non perdere. Presenta la “Moda Italiana ai tempi del Risorgimento” curata da Stefano Dominella, una visita alle eroine dello stile che celebra l’Unità d’Italia: come dire, modelle d’eccezione che rispondono al nome di Anita Garibaldi, Cristina Belgioioso,naturalmente la bellissima contessa Castiglione e molte altre ancora nelle crinoline d’epoca create da nomi famosi di ieri e di oggi.
Alta moda dunque: solenne e irraggiungibile, collezioni fra l’onirico e il fantasioso. Immagini di opulenza, fasto, ricchezza. Creatività allo stato puro, sesto grado delle lavorazioni. Anche stravaganze milionarie riservate a poche elette. Pochissime elette coi tempi che corrono: roba che per aggiudicarsi un abito autografato occorre aprire un mutuo. Oppure no: le clienti di sartoria esistono ancora? Certo: ci sono le “mogli di” e poi dive e divine; anche nomi che non sospetti, soprattutto ci sono nomi blasonati: l’alta moda guarda a regine e principesse di ricchi Paesi stranieri. E sono moltissime, da far invidia alle favole di Perrault: da sempre, fra le clienti di Renato Balestra, numerose le teste coronate. Anche lamilanese Raffaella Curiel è in locandina: creatrice di sogni femminili, un successo che non le ha tolto il gusto della sfida e, se possibile,la voglia di crescere. La moda come destino, perché é figlia d’arte: famosi i suoi ricami opulenti per abiti che, pur nella loro esplosiva opulenza, trasmettono il fascino discreto di chi sa fare vera moda. All’ombra del Colosseo presenti anche storiche etichette ormai scomparse, ma che hanno contribuito al successo dell’Italian style nel mondo : Lancetti (reinterpretato da Caterina Gatta nell’esposizione che comprende cinquant’anni della sua moda) poi Sarli e Gattinoni, mentre l’ex ragazzo Roberto Capucci riceverà dal sindaco Alemanno, la Lupa capitolina.














