Alex Schwazer e l’Epo, “ero stufo: sogno una vita e un lavoro normale”
9 agosto 2012 - 14:16
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BOLZANO – Una conferenza stampa straziante quella di Alex Schwazer, ex campione olimpico nei 50 chilometri di marcia, a Bolzano davanti a giornalisti e fotografi di tutte le testate, all’indomani della vicenda che lo ha visto coinvolto nelle polemiche sul doping (sopra: le immagini della conferenza stampa di Alex Schwazer a Bolzano).

“Ho fatto tutto da solo”, è stata la prima ammissione dell’atleta, subito dopo la notizia del risultato positivo all’Epo, l’eritropoietina. Oro alle Olimpiadi 2008 di Pechino, Alex Schwazer davanti alla platea degli addetti stampa, ha ripercorso per filo e per segno, l’inizio della brutta avventura con il doping. IMMAGINI DELL’ORO A PECHINO 2008 DI ALEX SCHWAZER

“L’ho comprata in Turchia”, ha detto Schwazer, “sono andato ad Antalya, ho cambiato 1500 euro. Lì non serve la ricetta. Paghi e basta”.

“Alla fine del 2011 dopo una stagione travagliata dovevo prendere delle decisioni e con le Olimpiadi davanti non ero più lucido e non sono riuscito a dire di no a questa tentazione di doparmi per l’Olimpiade del 2012. Mi dispiace, ho fatto questo grande errore”, ha iniziato a raccontare Alex Schwazer.

“Mi sono informato su internet e anche se dicono che non è possibile farlo da solo, lì ci sono indicazioni. Sono andato all’estero, ho preso in farmacia l’eritropoietina, ho cambiato 1500 euro e mi hanno dato quello che volevo”.

“Poi mi sono allenato, come sempre, il 13 luglio ho fatto il controllo antidoping, dopo ho iniziato a farmi le inieziono di Epo. Il 29 luglio mi sono fatto l’ultima iniezione ad Obersdorf, dove mi allenavo. Quando lunedì 30 hanno suonato a casa mia, sapevo che era l’antidoping, ma non ho avuto la forza di dire a mia madre che non c’ero. In 18 mesi potevo anche saltare un controllo, ma non ce la facevo più: non vedevo l’ora che finisse tutto”, racconta in lacrime l’ex campione olimpico.

“Non è bello aspettare di restare solo in casa, con la fidanzata che va a fare allenamento per andare in bagno e farsi iniezioni di Epo in vena”, confessa l’atleta ma poi precisa di non provare un senso d’inferiorità, né di essere in rivalità con la compagna, la pattinatrice Carolina Kostner.

Su Ferrari, Alex Schwazer riferisce di non aver avuto contatti con l’allenatore. “Io l’ho chiamato nel 2009 quando mi ero ritirato. Nel 2010 mi sono gestito da solo, gli ho chiesto solo consigli tecnici per allenamenti, poi tutti i test antidoping fatti erano negativi”.

“Se avessi saltato il controllo, tutto questo non sarebbe successo, ma a Londra non ci sarei comunque andato a fare la 50 km, non ne avrei avuto il coraggio”, dice Schwazer.

“Non avete idea quanti sacrifici servono per una sola gara, che se va male sei un coglione. Non voglio essere più giudicato per una prestazione. Ero stufo. Sogno una vita e un lavoro normale. Carolina compete perché ama il suo sport, io perché ero bravo, ma non mi piaceva allenarmi per 35 ore la settimana, non ce la facevo più”, ammette con dolore Alex e conclude: “dopo la positività c’è solo la squalifica a vita. E io non voglio sconti”.

E a proposito del suo lavoro, “vado a Bologna, devo restituire la pistola e il tesserino. Chiedo scusa a loro. Sembra di no, ma ha senso anche farsi beccare per tornare a una vita normale”.